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ALIMENTAZIONE



La forma delle foglie potrebbe trarre in inganno, in realtà di stupefacente, c'è solo l'estensione del terreno a qualche km da Palata. Oltre venti ettari destinati alla coltivazione di canapa industriale, centinaia di migliaia di piante che verranno utilizzate nel settore alimentare e dell'edilizia. Rosario Scotto, presidente dell'associazione Sativa Molise, ha spiegato le caratteristiche della mega piantagione riconosciuta e autorizzata secondo la normativa del settore: Si tratta di una varietà che non contiene sostanze psicoattive ma consentita dall'Unione Europea. Alla base del singolare progetto, nato nel 2013, ci sono ragioni economiche e di sostenibilità ambientale anche in considerazione del valore nutrizionale del seme di canapa. Tre le varietà di piante coltivate nei campi di Palata e alte fino a due metri, ci sono quelle predisposte al seme, quindi olio e farine alimentari di vario tipo, oppure alla fibra e al canapulo da utilizzare nel settore dell'edilizia. Un'iniziativa che può sorprendere anche per l'estensione dei campi coltivati a canapa ma lo stesso presidente dell'associazione ha ricordato che in passato molti anziani facevano la stessa cosa. In cantiere ci sono nuovi progetti legati a questa filosofia imprenditoriale.

Di Fabrizio Occhionero

Fonte: Il Giornale del Molise

Pubblicato in Dicono di noi
Mercoledì, 13 Luglio 2016 08:12

La Pianta

La canapa appartiene alla famiglia delle Cannabinacee che a sua volta appartiene all’ordine delle Urticales. Le Urticali sono generalmente piante legnose o erbacee con fiori poco appariscenti, che possono essere riuniti in infiorescenze oppure isolati.

Questi sono spesso unisessuali e le piante sono dioiche, cioè con fiori femminili e maschili portati da individui distinti, ma in alcuni casi, i due organi sessuali, pur rimanendo separati, sono portati dalla stessa pianta (monoicismo).

La famiglia delle Cannabinacee è poi suddivisa in due generi: la Cannabis, che è il nome latino della canapa, e l’Humulus (es: il luppolo). Sono piante della flora spontanea dei paesi a clima temperato e, nel caso dell’Humulus, anche a clima temperato freddo dell’emisfero boreale. La classificazione ha da sempre suscitato notevoli controversie tra i botanici che se ne sono occupati. L’ampia distribuzione geografica della specie e la diversificazione prodotta dal miglioramento genetico, finalizzato a diverse destinazioni d’uso, hanno determinato la formazione di un numero elevatissimo di tipi, distinti per caratteristiche morfologiche, anatomiche e produttive. Il polimorfismo che contraddistingue le piante di canapa coltivate in diversi areali, per scopi diversi, o quelle addomesticate da quelle spontanee, è alla base di tutte le classificazioni che hanno suddiviso il genere Cannabis in più specie, o la specie C. sativa in più varietà botaniche. In realtà anche oggi, con i moderni approcci della botanica sistematica, non si è ancora in grado di delineare una netta demarcazione neppure tra i tipi coltivati e quelli spontanei (Lucchese et al., 2001)

Tutte le specie di Cannabinacee, in misura maggiore la canapa, attraverso particolari ghiandole dell’infiorescenza femminile, producono secrezioni contenenti un principio attivo, il tetraidrocannabinolo, meglio conosciuto con la sigla THC.

Le classificazioni più recenti tendono a considerare le sub-specie sativa ed indica come appartenenti alla stessa specie Cannabis sativa. Le due sub-specie si differenziano in modo continuo per numerosi caratteri, ma soprattutto per il contenuto in sostanze psicotrope, che oscillano tra valori dello 0,3% e inferiori, nella sottospecie sativa a valori che possono arrivare fino all’1% nella sottospecie indica (Venturi e Amaducci, 1999).

Questa pianta erbacea è caratterizzata da abbondante biomassa e raggiunge notevoli produzioni di sostanza secca in un ciclo colturale relativamente breve.

Una pianta pienamente sviluppata è costituita, all’incirca, dal 10% di radici, 60-70% di stelo, 15-20% di foglie e 5-15% di semi della massa totale. La sostanza secca totale comprende il 90% di cellulosa e emicellulosa ed il 4% di lignina.

Pubblicato in Canapa Sativa

I semi di canapa, hanno attirato molta attenzione negli ultimi anni da parte di ricercatori e promotori della salute pubblica.

I semi di canapa sono considerati un ‘super alimento’ per molte ragioni. E mentre il suo legame con la pianta di cannabis rimane un ostacolo, gli scienziati continuano a scoprire nuovi benefici del seme e dei suoi derivati.

Il mese scorso, l’ American Chemical Society ha pubblicato un documento che ha rivelato ”quanti composti salutari contiene l’olio di semi di canapa”

Ma mentre la ricerca è ancora in evoluzione, si scopre che la canapa ha avuto una lunga storia come un alimento salutare. Qui ci sono 9 dei vantaggi più importanti e sorprendenti per la salute che i semi di canapa possono offrire.

1. Usato come cibo e medicina per almeno 3000 anni

Gli antichi cinesi descrivono i semi di canapa e l’olio come cibo e, nello stesso modo, medicina. (alimento ” nutraceutico”). Tuttavia, le prove suggeriscono il seme è stato utilizzato dall’uomo sin dalla preistoria.

2. Ricco di proteine nobili, fibre, vitamine e minerali

I semi di Canapa hanno livelli elevati di proteine nobili ( “edestine “), fibre e vitamine A, C, ed E. Sono anche ricchi di minerali, incluso il fosforo, potassio, magnesio, zolfo, calcio, e ha modesti livelli di ferro e zinco.

3. Ricco di antiossidanti

I semi di Canapa contengono alti livelli di vitamina E, che è uno degli antiossidanti più importanti. Inoltre contiene tocoferolo, che è noto per i benefici nella malattia di Alzheimer e aterosclerosi, e fitolo, che ha sia proprietà antitumorali, sia antiossidanti.

4. Combatte il colesterolo cattivo

Gli studi suggeriscono che i semi di canapa e l’olio spremuto a freddo può aiutare abbattere il colesterolo e prevenire problemi causati da colesterolo alto, compresa la coagulazione del sangue.

5. Migliora le condizioni della pelle

E’ stato dimostrato che l’olio di canapa è in grado di migliorare i sintomi clinici della dermatite atopica. Uno studio pubblicato nel 2005 ha concluso che i benefici riguardo a colesterolo e pelle erano entrambi generati da una “fornitura equilibrata e ricca di PUFA (acidi grassi polinsaturi) in questo olio di canapa.” (Può essere utilizzato anche direttamente sulla pelle, massaggiando la parte interessata)

6. Presenta un perfetto equilibrio di acidi grassi essenziali

L’olio di canapa contiene un rapporto di 3:1 tra i due grassi essenziali: omega-6 e omega-3. Questo è il rapporto ideale raccomandato da OMS e Health Canada per la salute cardiovascolare. Nessun altro olio vegetale contiene questo rapporto!

7. Previene le malattie cardiache

Uno studio pubblicato nel 2007 ha concluso che l’assunzione di semi di canapa può impedire la coagulazione del sangue, che “può essere di beneficio nella protezione contro i colpi di coagulo e infarto del miocardio. “Un altro studio ha concluso che i semi di canapa possono offrire una protezione significativa contro l’ictus.

Infine, l’analisi American Chemical Society ha concluso che gli alti livelli di acido α-linolenico (omega-3 grassi) presente nei semi di canapa “possono avere implicazioni nutrizionali favorevoli e gli effetti fisiologici benefici sulla prevenzione della malattie coronariche e il cancro.”

8. Benefici in malattie degenerative

La stessa analisi ha concluso che il livello di acido γ-linolenico (un grasso omega-6) presente nei semi di canapa ” fornisce un elevato valore farmaceutico per le malattie croniche degenerative.” Secondo gli autori, tra queste possono considerarsi l’aterosclerosi, le malattie cardiovascolari, malattia di Alzheimer e alcuni tipi di cancro.

9. Riduce l’infiammazione

I semi di Canapa contengono una varietà di steroli e alcoli che sono noti per ridurre l’infiammazione, che è un fattore alla base di una vasta gamma di malattie moderne.

Tratto da: LeafScience

Pubblicato in News

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